La chiesa

LA FACCIATA

La facciata frontale della cattedrale è di fattura moderna:essa fu realizzata negli anni ‘20 del XX secolo,su iniziativa di monsignor Francesco Varano.Essa è ispirata alla chiesa dei Girolamini a Napoli.Il disegno ha sostanzialmente lasciata inalterata la facciata,aggiungendo tuttavia,un terzo ordine,culminante in un timpano spezzato,nel quale è collocata la statua del santo patrono e due nicchie ai lati,nelle quali sono stipate le statue degli apostoli Pietro e Paolo.

LA NAVATA CENTRALE

La navata centrale si conclude in un presbiterio,essa presenta un soffitto a cassettoni,opera di Antonio Villano e Giuseppe Tornincasa.Al centro del soffitto è collocata una tela di Nicola Malinconico rappresentante il Martirio di Sant’Antimo.Nei pennacchi posti sugli archi che immettono nelle navate di destra e di sinistra e nel presbiterio sono collocate tele con scene desunte dall’Antico Testamento. Sulla cantoria,ha sede l’organo,realizzato da Biagio e Nicola Di Rosa settecentesco avente di fronte il pulpito ligneo con rifiniture dorate e il busto a mezzo tondo di Sant’Antimo.Nello stemma posto sulla sommità dell’organo vi è rappresentato l’Ostensorio, simbolo del SS. Sacramento.All’inizio della navata sono poste due acquasantiere in marmo e vi sono inoltre quattro lampadari in vetro,ad opera del benefattore Diego D’Arienzo.

IL PRESBITERIO

Realizzato nella prima metà del XVII secolo, il presbiterio accoglie un altare in marmi policromi. L’altare, smontato e rimontato, fu retrocesso nell’attuale posizione nel primo ventennio del XX secolo occupando la zona originariamente riservata al coro; sulla sommità del tabernacolo oggi si può vedere un Crocifisso ligneo La parete di fondo del presbiterio termina in una scenografia a timpano spezzato sulla cui sommità sono poste due figure muliebri realizzate in stucco, che rappresentano due delle tre virtù teologali: a destra la Speranza, a sinistra la Fede. Sulle lesene ci sono due statue, sempre in stucco, raffiguranti a destra S. Paolo e a sinistra S. Pietro. Al centro è posta la tela raffigurante La gloria di S. Antimo realizzata da Paolo De Majo nel primo trentennio del 1700. Sulle pareti laterali sono poste simmetricamente due tele polilobate e due nicchie. Le tele raffigurano una Lo sposalizio mistico di S. Caterina d’Alessandria attribuita a Ludovico Vaccaro e l’altra La vergine del Carmine e Santi. Nelle due nicchie sono presenti a sinistra la Madonna del Carmine con mani, piedi e testa di legno e la statua lignea di S. Anna che si affianca un’altra statua lignea a mezzo busto, raffigurante S. Gioacchino con Maria bambina, esposta solo nella festa del Santo.Il soffitto fu, invece, affrescato da Raffaele Iodice nel 1927 con la rappresentazione in un ovale dell’Ingresso di S. Antimo in Paradiso.

SOFFITTO A CASSETTONI DELLA NAVATA CENTRALELa navata centrale, che si conclude in un presbiterio, presenta un soffitto a cassettoni realizzato nel 1725 da Antonio Villano di Giugliano e da Antonio e Giuseppe Tornincasa, padre e figlio, di Sant’Antimo e rifinito con stucchi, pittura a guazzo e oro zecchino da Giovan Battista Russo e Nicola Panzera di Aversa su disegno dell’architetto Antonio Notarnicola. Al centro del soffitto è collocata una tela di Nicola Malinconico rappresentante il Martirio di Sant’Antimo

IL PULPITO  

Il pulpito ligneo contiene rifiniture dorate e il busto a mezzo tondo di Sant’Antimo, il quale fu realizzato nel 1868 a devozione di Domenico Amodio; allo stesso anno risale anche il crocifisso ligneo del pulpito donato da Domenico Di Biase.

L’ORGANO

Sulla cantoria, costruita nel primo decennio del XX secolo, ha sede l’organo settecentesco in precedenza allocato sul pilastro centrale sinistro. L’organo fu realizzato negli anni 1782-83 da Biagio e Nicola Di Rosa, padre e figlio, di Cardito, per la somma di seicento novanta ducati. Nello stemma posto sulla sommità dell’organo vi è rappresentato l’Ostensorio, simbolo del SS. Sacramento, con S. Antimo sul lato destro e la Madonna, sotto le sembianze dell’Immacolata Concezione su quello sinistro ad indicare che l’opera fu realizzata con il concorso della confraternita del SS. Sacramento e Purgatorio, della Cappella della Immacolata Concezione, e della Cappella di Sant’Antimo cui si aggiunse anche il Pio Monte di S. Anna e S. Giuseppe.

LA NAVATA DI SINISTRA
La navata di sinistra presenta quattro cappelle dedicate nell’ordine alla Sacra Famiglia, alle Anime del Purgatorio, alla Madonna del Rosario e al Crocifisso. Sulla navata si elevano due cupole, di cui quella anteriore è la più grande. Sui pennacchi della cupola maggiore sono raffigurate scene desunte dalle opere di misericordia ed inerenti al culto dei morti realizzate da Raffaele Iodice.Sui pennacchi della seconda cupola, invece, vi sono raffigurati angioletti che recano nelle mani i simboli della Passione del Signore, mentre sul tamburo sono presenti angeli di chiara impronta settecentesca.Dalla seconda cappella si accede, da una posta sulla parete di sinistra, alla vecchia sacrestia, oggi sala destinata alle attività parrocchiali, mentre dalla porta che si apre sulla parete di destra si accede ai locali dell’ufficio parrocchiale e della nuova sacrestia realizzata negli anni 50-60 del XX secolo. Sulla porta d’ingresso vi è un affresco raffigurante Cristo che ammira la Città eterna, mentre nella volta è rappresentato l’Agnello dell’Apocalisse con i sette sigilli.

Sulla porta che immette alla navata Raffaele Iodice dipinse la rappresentazione del volo degli angeli avvenuto l’11 maggio del 1862.

LA CAPPELLA DEL CROCIFISSO

In questa cappella è collocato sulla parete di fondo, affrescata nel XX secolo con le figure di Maria, Giovanni e la Maddalena, un grande crocifisso ligneo (sec. XIX), mentre sotto l’altare è posta una statua lignea, forse settecentesca, del Cristo morto. Alle spalle della statua una lapide ricorda che qui fu istituita il 28 aprile 1922 l’Arciconfraternita della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.Sulle pareti ai lati dell’altare si aprono due nicchie. In quella di sinistra è posta una statua dell’Addolorata, risalente agli inizi del XIX secolo. Sulla parete di destra, un’altra nicchia accoglie la statua della Maddalena, che fu realizzata nel 1865, come riportato sulla base: “Giuseppe Maffia fece 1865”.

LA NAVATA DI DESTRA
La navata di destra, anticamente il transetto della vecchia chiesa, ospita al presente tre cappelle dedicate all’Assunzione della Vergine, al Sacro Cuore di Gesù e a S. Antimo. Sulla navata si elevano due cupole, di cui quella anteriore è la più grande ne sono simmetriche alle cupole della navata di sinistra. Sui pennacchi della cupola maggiore sono raffigurate scene desunte dalla vita di S. Antimo realizzate da Raffaele Iodice, il quale dipinse anche la rappresentazione del Miracolo del volo degli angeli avvenuto l’11 maggio del 1862 e posto sulla porta che immette nella navata, e l’affresco della volta sopra la porta con San Giovanni evangelista.

LA CAPPELLA DEL SACRO CUORE DI GESÙ

Fino agli anni ’70 del XX secolo, nella nicchia posta sulla parete di sinistra vi era situata una statua in gesso dell’Immacolata raffigurata nei canoni iconografici di quella venerata a Lourdes, e al suo posto oggi è stata collocata la statua di S. Nel 1956 il coro retrostante l’altare fu delimitato e chiuso con l’innalzamento di una parete sulla quale fu aperta centralmente una nicchia rifinita esternamente da marmi e vi fu collocata la statua del Sacro Cuore di Gesù. Sulla parete di destra, nella nicchia è posta una statua in cartapesta di S. Ai lati dello splendido altare in marmi policromi del XVIII secolo sono poste, in due scarabattoli lignei del XIX secolo, una statua lignea di S. Antonio da Padova e una statua in cartapesta di S. Margherita Maria Alacoque.

 

LA CAPPELLA DEL SANTO PATRONO

La cappella del Santo Patrono, la terza della navata di destra, è racchiusa da due artistici cancelli in ferro del 1866. Essa fu costruita a spese dell’università intorno agli anni ’50 del XVII secolo su un terreno donato dai fratelli Gaspare e Orazio Martorelli per accogliere le reliquie del martire Antimo donate alla Città l’11 agosto 1658 da Angelo Clarelli, nipote di Antonio Clarelli, il quale le aveva ricevute in dono dalla marchesa de Moncada. La cappella, ricca di marmi policromi, presenta l’altare realizzato a tarsie dai fratelli Giuseppe e Paolo Mozzetti i quali successivamente realizzarono anche la balaustra; nel 1737 furono invece rivestiti i quattro pilastri della cappella con marmi policromi intarsiati ad opera del marmoraro napoletano Giovan Battista Massotti. Sotto la mensa dell’altare è collocata un’urna d’argento con le reliquie del Santo poste dopo l’ultima ricognizione fatta il 26 marzo 1955 dal Vescovo di Aversa, monsignor Antonio Teutonico. Precedentemente le reliquie erano chiuse in un’urna di vetro posta all’interno di un sarcofago di marmo, il quale era collocato dietro l’altare sotto il muro della cappella; al presente si trova appoggiato sulla parete destra della cappella.All’interno della cappella è conservata anche, nella nicchia di sinistra, la statua in argento di S. Antimo realizzata nel 1712 dagli argentieri Alessandro e Gennaro Cioffi, padre e figlio, su modello in creta fornito da Domenico Antonio Vaccaro.

La base della scultura fu realizzata nel 1735 dal famoso argentiere Domenico De Blasio, il quale aveva realizzato nel 1714 per la chiesa anche un ostensorio in argento con il fusto raffigurante il santo martire. Nella nicchia di destra è, invece, conservato un mezzo busto ligneo raffigurante San Giuseppe con il Bambino la cui realizzazione potrebbe essere anch’essa come Sant’Anna e San Gioacchino, attribuita a Giacomo Colombo

 

 

CAPPELLA DELLA SACRA FAMIGLIA
La prima cappella di sinistra, oggi intitolata alla Sacra Famiglia, è delimitata da una balaustra e presenta al centro il Battistero in marmo con la vasca risalente al XVI secolo. Il Battistero fu trasferito in questa cappella negli anni cinquanta del XX secolo dalla prima cappella della navata di destra.Sulla parete si aprono tre nicchie che conservano le statue di S. Giuseppe (sec. XIXXX), del bambino Gesù (sec. XIX), e di Maria.La nicchia che ospita il Bambino Gesù è racchiusa da una bella cornice marmorea la cui elegante fattura dei rilievi manieristici potrebbe farla datare alla fine del XVI secolo.La statua della Madonna, recentemente restaurata, risale alla prima metà del secolo XVII ed è interamente in legno con gli arti superiori snodabili. Essa, che raffigura l’Immacolata Concezione ed oggi fa parte del gruppo statuario della Sacra Famiglia, fu posta in questa cappella agli inizi del XX secolo.